Visualizzazione post con etichetta comunicazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comunicazione. Mostra tutti i post

venerdì 22 gennaio 2010

Sondaggio



L'ideatore di questa campagna è:

a) Un genio
b) Un deficiente
c) Nicky Vendola

venerdì 22 febbraio 2008

Trovate le differenze



Questa qua sopra è la campagna anti-pirateria della British Phonografic Industry del 1980. Qui c'è invece quella attuale. A distanza di quasi trent'anni, si può notare la grande evoluzione del linguaggio e della strategia di comunicazione. E forse capire il perchè dei risultati ottenuti.

via: manteblog

lunedì 8 ottobre 2007

Perchè, uno di lettere che c'ha ppiù dde me?!

**********, agenzia specializzata nella comunicazione corporate, bancaria e di prodotti complessi, nell'ambito dello sviluppo del proprio team creativo, ricerca un Copywriter di 28-32 anni con minimo 2 anni di esperienza in agenzie internazionali. Si richiedono: - una laurea umanistica o economica di durata quinquennale (no comunicazione e similari, no triennali); - inglese fluente; - curiosità, capacità di analisi, energia e disponibilità.

Una persona intelligente che si laurea in Scienze della Comunicazione sa che da quel momento in poi potrà solo vendere fumo. Che sia pubblicitario, politico, giornalistico, sa che sarà quello il suo lavoro. E crederà di essere anche il migliore, per quel lavoro, visto che per 5 anni l'hanno venduto a lui. Insomma qualche segreto l'avrà pur imparato, rispetto a uno che ha studiato, chenesò, "Archivistica e biblioteconomia". Poi invece legge un annuncio come questo qui sopra, per la posizione di venditore-di-fumo-per-eccellenza, e si convince finalmente a mettere su un import-export di taralli di Andria.

Si dice il contenitore ma non il contenuto

Ieri ho letto sul settimanale "A" un'intervista a Paolo Villaggio sul tema dell'"antipolititica", e ho capito che, lungi dall'influenzare seriamente l'agenda e gli atteggiamenti dell'attuale classe politica (e di alcuni giornalisti-servi), il V-Day di Beppe Grillo ha sortito nei fatti solo un effetto: lo sdoganamento definitivo del "vaffanculo" a livello giornalistico. Nel pezzo firmato da un certo Fabrizio Esposito è stato infatti curioso leggere il seguente passaggio: (parla Villaggio) "E allora Vaffanculo, come dice Grillo, Vaffanculo a questi politici italiani. Il paese reale è nella cacca (la parola usata è un'altra e inizia con la emme, ndr) e questi qui che ci governano si sentono in prima classe".
Ma dico io, certi giornalisti si rendono conto che così facendo offendono il comune senso del ridicolo? Quando scrivono hanno presente che di fronte non hanno bambini di 2 anni (e se li avessero, dovrebbero avere almeno la decenza di dire "vaffanculetto")?
Bisogna organizzare un M-Day, e poi magari un C-day per risparmiarci di leggere ancora queste dabbenaggini (la parola usata nella mia testa è un'altra e inizia per esse, ndb)?

mercoledì 8 agosto 2007

venerdì 27 luglio 2007

Un successo (in)spiegabile




A me non piacciono. Sono tozze, graziose come un ippopotamo, da infermiere (con rispetto parlando). In una parola, brutte. Però sono il fenomeno commerciale di quest'estate. Continuo a pensare che le Crocs stiano vivendo il loro momento di gloria perchè ogni anno una tassa sul buongusto a qualcuno bisogna pagarla, e quest'anno tocca a loro. Ieri le Cult, i ciucci (oddio, ve li ricordate i ciucci?), domani chissà, impazziremo per le pantofole forate che usava mio zio ('e chianiell, mi suggeriscono). Ora però leggo un interessante articolo su Il Foglio in cui il successo dei sandali inglesi viene spiegato nei dettagli e ricondotto, sostanzialmente, alla particolarissima (e segretissima) resina con cui sono fabbricate, che le renderebbe molto comode e "salutari". Il tutto senza spendere una lira di pubblicità (quella tradizionale) ma con un mirato product placement e qualche furba "vippata". Comunque sia, per capire se si tratti o meno di un fuoco di paglia (e di plastica) non dovremo aspettare tanto. Pare infatti che le ciabatte dell'infermiere ce le ritroveremo tra le...scarpe anche quest'inverno.

update 31 luglio
Ah, pare che non piacciano neanche a Lapo. E lui sì che di stile se ne intende.

giovedì 26 luglio 2007

Leader si nasce



Più populista di Chavez. Più convincente di Roberto "Baffo" da Crema. È Nezareth Casti Rey, el Niño Predicador. (il video è in spagnolo ma credo sia abbastanza comprensibile)

È un mondo difficile




Sesso, casinò e poco altro. Pochi utenti "attivi" e società che pensano solo ad apparire "ggiovani" e "avanti" per il fatto di esserci ma in realtà non portano valore aggiunto alla comunità. Secondo il Los Angeles Times, la festa appena cominciata su Second Life sembra già finita. Meglio allora fare un salto dalle Barbie Girls.

(per leggere l'articolo del Los Angeles Times occorre una brevissima registrazione)

mercoledì 11 luglio 2007

L'illusione è tutto nella vita



La Torre di Pisa sulla destra sembra più inclinata di quella di sinistra. In realtà le due foto sono perfettamente identiche. Questa immagine, "The Leaning Tower Illusion", ha vinto un mesetto fa il premio per la migliore illusione ottica dell'anno, al concorso della Neural Correlate Society. Sul sito ce ne sono tante altre. Buone visioni.

(Grazie a Maurizio per la segnalazione)

lunedì 11 giugno 2007

Codice al bar



"Cioè, lo sai che sei una cifra carina?" "Beh anche tu stai messo bene, ti va di venire a casa mia?" Nei film più o meno succede così (visti i dialoghi, si parla di Panarea, Ragazzi della notte e altre jerrycalate), nella realtà le cose sono un tantino più complicate. Per semplificarle un pò, e soprattutto per risolvere gli impacci dei più timidi, le americane Lili Bet Foster e Lynn Fischer hanno creato il sito barcodesigns.com, mettendo a punto una sorta di codice gestuale utile quantomeno a rompere il ghiaccio. Un piccolo Bignami dell'approccio, da "Mi sto annoiando" a "Sei solo/a?", fino al più audace "Vieni a letto con me?". Il risultato però è tutt'altro che garantito. Il "due di picche" esiste anche a gesti.

martedì 10 aprile 2007

Un occhio, ma buono



C'è chi l'ha definito l'enfant prodige del giornalismo mondiale e chi "un venditore ambulante di pornografia per yuppies". Lui è Tyler Brûlé, fondatore del mensile di architettura, interior design, moda e gastronomia Wallpaper*, uno dei casi editoriali più eclatanti (e interessanti) degli ultimi anni, venduto a Time Warner nel 2002. Da circa 2 mesi ha lanciato Monocle, a fresh focus on global affairs, business, culture, design and all you need in life. Leggo su "il posto di Antonio" che l'hanno giudicato "a mix of the best from The Economist, Vanity Fair and The New Yorker...just journalism at its best. A lesson for newspaper and magazine publishers". Non ho ancora avuto modo di toccare il cartaceo (244 pagine, 10 euro), ma il sito mi stimola molto sia per l'estetica che per i contenuti. Questi ultimi, se non ho capito male, per un pò saranno accessibili a tutti, dopodichè for subscribed only a 75£ l'anno. Quasi quasi...

giovedì 11 gennaio 2007

Così parlò J. Walter Thompson



"Man mano che la globalizzazione fa sembrare il mondo sempre più piccolo, la localizzazione sarà la parola d’ordine del 2007. Il consumo eccessivo e decadente si ridurrà a favore della qualità, del minimo impatto ambientale e del supporto ai produttori locali”.
Parola di Ann Mack, director of trendspotting dell'agenzia JWT, che ha stilato la sua lista dei trend del 2007. Alcuni mi sembrano incoraggianti, altri decisamnete meno.

1. Skype/VoIP;
2. Il Wii e i sistemi di gaming di prossima generazione;
3. Il mercato del social networking;
4. I pop-up store, bar e i ristoranti, in stile installazioni;
5. La tecnologia Shrinky Dink ( Tv piatte e nascoste, gli iPods arrivano a pesare mezza oncia, casse più piccole e meno visibili, e così via );
6. La crescita della nanotecnologia;
7. Le costruzioni sostenibili/bioedilizia;
8. La tecnologia a celle di combustibile a idrogeno;
9. I Veggie-bus: autobus scolastici alimentati a carburante Biodiesel;
10. Il declino dei cibi trans-fat (che non so cosa siano e non lo voglio sapere)
11. La ricerche di talenti per i reality-show;
12. Il giovanissimo fenomeno del Basket dello Stato dell’Ohio, Greg Olden;
13. La paura del terrorismo agricolo;
14. I cibi Halal;
15. L’advertising partecipativo ( advertising user-generated e video-competizioni musicali).

Via: Ninja Marketing

lunedì 4 dicembre 2006

Faccio cose, vedo gente

"...mi interesso di molte cose, cinema, teatro, musica, leggo..."
Mi viene spesso in mente questa scena di "Ecce Bombo" quando mi fanno la fatidica domanda "Ma tu, di che ti occupi?" Perchè ultimamente sto verificando che è terribilmente complicato spiegare in cosa consiste il mio lavoro, soprattutto a parenti e amici che stanno fuori dalla cricca della comunicazione. All'affermazione "faccio il copy" rimedio nel migliore dei casi un'espressione tra lo smarrito e il perplesso e le cose vanno leggermente meglio se butto lì un "scrivo i testi delle pubblicità". La colpa è tutta sua, di Scienza delle Comunicazione, l'unica facoltà che ha un nome diverso a seconda di chi la pronuncia (basta alternare casualmente le possibili 5 vocali finali di ciascuna parola). Se uno frequenta ingegneria, medicina o architettura, la gente sa cosa farà nella vita. Se invece commetti l'insano gesto, il meglio che può capitarti è che quando torni al paese per le feste la zia ti chieda "Quindi studi giornalismo?", ma è molto probabile che tu venga accolto con "Eccolo il nostro Giorgino!". A quel punto rimetti in tasca i tuoi "concept", "brand", "corporate image" e cerchi di arrampicarti sui pochi specchi ancora disponibili. Perchè nell'era dell'immateriale, puoi anche aggirare la domanda "Che lavoro fai?" inventandoti qualcosa di creativo (del resto sei un copy), ma puoi poco contro un "Si, ma in concreto?".
E se anche dovessi essere così geniale da cavartela, sei ormai in un vicolo cieco, perchè ti è appena stato chiesto "Ma quell'amica che era alla tua laurea, adesso che fa? E tu sei costretto a spiegare cos'è un "account manager".