mercoledì 21 novembre 2007

Shake that ass!



Su GQ di Novembre, Stephen King racconta di quel giorno in cui si trovava in palestra e si è imbattuto nel video qua sopra. Un cinquantenne sta facendo la spesa in un Best Buy, una specie di grande magazzino a metà tra la Upim e un discount. A un certo punto gli altoparlanti diffondono "Going to a Go-Go", pezzo bello shakerino di Smokey Robinson and The Miracles, e il nostro uomo inizia a muoversi, prima ballicchiando, poi lasciandosi completamente trasportare dal ritmo. King confessa di essersi piegato in due dalle risate e di aver assecondato, anche lui, l'impulso proveniente dal suo celebre culetto. Ma non è questo il punto. Lo scrittore riflette sul fatto che chi disquisisce di musica, di cinema o di intrattenimento in generale, e lui ci si mette in mezzo, spesso si dimentica del fine ultimo di questo genere di cose: dare emozione. Canzoni, dischi, pellicole vengono a volte stroncati senza pietà perchè non corrisponderebbero a certe idee di arte. Perchè non sono innovative, risultano "banalotte", e altre pippe di questo genere. Perchè a volte ci caschi anche tu, al tranello di sentirti "uno che se ne intende" e ti dimentichi di quella "pura gioia che ti attraversa come un fulmine a ciel sereno". E ti dimentichi anche di quel giorno in cui ti stavi provando un giubbotto e nel negozio attacca un tipo che sembra James Brown e tu inizi a dimenare il bacino con la stessa convulsione di cui sono vittima i fiati. Incurante della gente che ti sta intorno, e soprattutto della persona che ti accompagna, che inizia a chiedersi se sia il caso di continuare una relazione con un tipo così.

Poi però un giorno ti imbatti casualmente in questo video, e riacquisti improvvisamente la memoria. Anche se rischi di perdere il lavoro.

2 commenti:

PaMeLlO ha detto...

condivido...solo però che, spesso e volentieri, non molti album riescono a darti tali emozioni da farti dimenticare tutto il resto...ed in particolare l'atteggiamento da saccente recensore... ;-D quando questo accade, è senza ombra di dubbio un ottimo disco...i dischi peggiori, almeno secondo me, sono quelli che "ti costringono" ad un atteggiamento freddo e distaccato, proprio perchè non riescono a trasmetterti niente...anche se qui, però, il discorso sarebbe più complicato...a volte può anche darsi, infatti, che chi giudica un disco non si trovi nella condizione adatta a farlo...che sia, in qualche modo, influenzato, negativamente o positivamente, ecc. ecc.

un saluto!
PaMeLlO

poetadisottofondo ha detto...

ciao pamello
se un disco (o un film, un libro) non ti trasmette niente, non è che devi sforzarti per forza di trovarci un'emozione
io mi riferivo a quei casi in cui quasi "ti vergogni" di manifestarla perchè magari si riferiscono ad opere non "riconosciute" come artistiche (nell'articolo, Stephen King parla ad esempio di quanta adrenalina gli trasmetta Mambo n° 5 di Lou Bega)

ed è un rischio che si corre spesso, purtroppo