giovedì 8 novembre 2007

Non l'ha scritto Giampiero Mughini

Con questa chiudo definitivamente l'argomento, promesso.

"Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome.
Una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna.
E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento?
Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l'ex Re d'Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti.
Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?
".

Enzo Biagi, intervistato dal Tirreno su Calciopoli il 16 agosto.

via: camillo

2 commenti:

punturo ha detto...

Parliamoci chiaro, noi che siamo dalla parte sbagliata del mondo politico, urlare di Biagi adesso è pura strumentalizzazione politica.
Biagi era un giornalista, aveva le sue idee, (alcune cannatissime, come questa che hai riportato tu), ma era diventato un simbolo.
Il simbolo dell'involuzione culturale, politico, morale e giornalistica di questo paese.
Gli stessi che oggi ne strumentalizzano la figura, che sono andati al suo funerale, sono coloro che non mossero un dito per difendere lui, Luttazi e Santoro ai tempi dell'editto bulgaro, ed oggi utilizzano a scopo propagandistico quell'evento.
Troppo comodo.
In Italia allora, doveva partire una rivoluzione.
Allora.
Non adesso.
Adesso non ha più senso.
Adesso il paese è pressochè irrecuperabile ed abituato al teatrino dell'assurdo.
E non si scandalizza neanche un po' se l'autore di quell'editto, fa spallucce e dice di essere stato male interpretato dai giornali.
Ecco questo è diventato un paese in cui si può dire tutto e il contrario di tutto e nessuno si scandalizza più.
Ma ormai, secondo me, è troppo tardi.
Requiescat in pace Biagi e la speranza.

poetadisottofondo ha detto...

in effetti la mia è stata una pura e semplice strumentalizzazione
non mi serviva scrivere le cose che hanno scritto tutti, dappertutto, su Biagi

mi serviva, appunto, uno "strumento" per dare legittimità a una mia tesi