Come dice quel comico napoletano con la vestaglia e la papalina in testa, "'a capa mia nun è bbona e io nun riesc a capì". Perciò chiedo aiuto a qualche volenteroso disposto a darmi una mano. Ho appreso due giorni fa che "La Commissione per la vigilanza sulle società calcistiche (Covisoc) ha concluso che la società di Massimo Moratti non aveva i requisiti per l'iscrizione al campionato 2005-2006, quello dello scudetto vinto "a tavolino" dopo la retrocessione della Juve in B per "calciopoli".
Questo perchè "l'equilibrio finanziario sarebbe saltato se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie". Il pm di Milano, Nocerino, ne ha preso atto e, con l'aiuto della Guardia di Finanza, ha fatto le sue indagini, arrivando alla conclusione che i massimi dirigenti di Milan e Inter (Galliani, Moratti, Ghelfi, Gambaro) hanno esposto nei bilanci fino al giugno 2004 "fatti non rispondenti al vero, concernenti i componenti positivi e negativi del reddito, nonché le attività e le passività".
Repubblica.it il 20 giugno scrive: "In altre parole il valore degli atleti sarebbe stato gonfiato ad arte per ottenere delle plusvalenze e 'abbellire' i bilanci. Questo, ad avviso di Nocerino e sulla base delle indagini della Guardia di Finanza di Milano, "con l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico e al fine di conseguire l'ingiusto profitto, di evitare di evidenziare perdite che avrebbero comportato l'obbligo di ripianare e/o di ridurre il capitale sociale entro il successivo esercizio, nonché di evitare di rappresentare alla Covisoc l'esatta situazione patrimoniale ai fini delle verifiche propedeutiche all'ammissione dei campionati di calcio 2004-2005 e 2005-2006 e di rientrare finanziariamente dai parametri richiesti dalla Figc per la regolare iscrizione al campionato di calcio 2005-2006".
Ora, l'articolo 7 del codice di giustizia sportiva, al comma 3, recita:
La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i)".
Quali sono queste sanzioni?
"f) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;
g) retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria;
h) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica
obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio Federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;
i) non assegnazione o revoca dell'assegnazione del titolo di campione d'Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale".
L'aiuto che chiedo al volenteroso è: a prescindere se Milan e Inter siano colpevoli, non è questo il punto, ma com è che tutti i grandi mezzi di informazione si sono affretatti a "escludere categoricamente" qualsiasi possibilità di penalizzazione per le eventuali violazioni?
Che l'uomo che ha dato origine alle indagini con la sua denuncia (Gazzoni, ex-presidente del Bologna) definisca "bizzarrie" le conclusioni a cui è giunta la magistratura milanese (che sposa in pieno le sue tesi)?
Che "sua onestà" Tonino Matarrese si dica "sicuro che si concluderà tutto con un nulla di fatto"?
'A capa mia nun è bbona e io nun riesc a capì..
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venerdì 22 giugno 2007
venerdì 13 aprile 2007
La poesia di un 7-1

Una disfatta delle proporzioni di Manchester-Roma non si può spiegare. Quello che si può fare però, è raccontare perchè è comunque meglio viverle certe emozioni, fino in fondo e dolorosamente, che stare alla finestra e sperare nella caduta altrui, per rallegrarsene. Io ho irriso i miei amici romanisti, da gobbo lo dovevo fare per contratto, ma non ho goduto del 7-1. La poesia di Mastandrea è dedicata a loro, ma credo possa valere per tutti quelli che preferiscono, comunque, starci dentro.
Il file audio da "Viva Radio 2" di Fiorello e Baldini
"L'Antiromanismo spiegato a mio figlio"
di Valerio Mastandrea
Si -a papà- era sera, era d'Aprile...
er pesce era passato... muto e senza spine.
Nell'Albione perfida e a modello,
cavalli mozzicanti invece ch'er manganello.
S'era partiti pe' n'impresa de quelle da racconta' davanti ar focolare,
Tutto bruciava 'n petto, muto er cellulare.
Chi era rimasto in terra sampietrina,
era du' giorni che nun dormiva come dormiva prima.
Er traffico nun c'era, i semafori silenti,
i dentisti s'erano rifiutati de cava' li denti.
I televisori a palla coprivano li piatti apparecchiati,
quarcuno "Pannellava", sciopero dei carboidrati.
Poi venne l'ora, quella che nun vie' pe' tutti...
Eravamo tutti belli -a papà- nun esistevano più li brutti.
Nun era 'n sogno, era reale..
manco li gabbiani sur tetto del Quirinale.
Parte l'orologio, fischia l'omo in giallo,
partono le vene, pompa er core de metallo.
Manco la prima scarica de adrenalina pura,
che ar decimo, più o meno, l'idraulico ce stura.
Ce stura er lavandino dove nun scorre niente..
se non er sangue de chi crede alla panza, e no alla mente.
Tu pensi "Daje..Daje rega'.. Nun è successo niente!
E' na battaja.. battaja dirompente..
Via la maja da li carzoni.. sporcateve er battente!"
..e invece niente.
Li vedi rotola' su un prato all'inglese,
come 'na balla de fieno a Porta Portese.
Poi parte un conto alla rovescia
dei malrovesci che ce danno..
pensi ancora "Daje.. Basta poco..si, ma quanno?!?"
Nun c'è er tempo pe ferma' er tempo boia.
Pensi "Mai..mai 'n giorno de gloria!"
E qui -papà- devi pensa'..
si.. che chi dopo sta sera d'aprile è 'nnato a festeggià,
la gioia la troverà solo sulle disgrazie altrui.
Pe' sta gente nun c'è luce -papà- ma solo giorni bui.
Perché chi, pe' soride, deve vede' piagne uno, mille e centomila,
è uno che nella vita sua, starà sempre 'n fila.
Chi invece la prova, la vita sulla pellaccia,
Non starà mai a chiede 'n sorso da n'artra boraccia.
Sii orgojoso -papà- de prova' emozioni
davanti a undici leoni, a vorte 'n po' cojoni..
E' raro, amore mio.
E' raro come te, e come mamma tua,
che dopo er sette a uno,
c'ha lasciato a sparecchia'
li mortacci sua...
venerdì 8 dicembre 2006
Trent'anni e non li dimostra

La Luisona, la "pastona bianca e nera con sopra una granella di duralluminio", resa celebre dal romanzo Bar Sport di Stefano Benni, compie trent'anni. I suoi cultori la celebrano questo week end un pò in tutto il mondo, con incontri e letture ad hoc. Credo sia ancora possibile organizzarne altri comunicandoli sul sito dello scrittore.
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